1990 - BMW Z1 NUMERO TELAIO: WBABA91080AL03074
CILINDRATA: 2.494 cm3
POTENZA: 170 CV
ESEMPLARI PRODOTTI: 8000 - 967 in questo abbinamento
KM A TACHIMETRO: 47.000 km L’attesa per guidare una BMW roadster dopo quasi tre decadi dalla 507 dura fino ottobre del 1988. Un autunno, quello di 28 anni fa, ancora nella memoria dei primi che possono gustarsi la scoperta dell’elica sulle strade toscane nei dintorni di Punta Ala, dove è fissata la presentazione per la stampa internazionale.
La prima sorpresa riguarda la necessità di “scavalcare” il gradino formato dalle portiere retrattili elettricamente per accedere nell’abitacolo. Un piccolo sforzo per entrare nella “nuova
dimensione di guida”, come la chiama BMW, che non lascia indifferenti. A cominciare dall’abitacolo con strumentazione funzionale e sedili “chiusi” tra tunnel centrale e fiancate che garantiscono adeguato sostegno laterale.
A rendere attrattivo l’interno sono altre soluzioni, come lo schienale reclinabile della poltrona del passeggero che agevola il trasporto di oggetti lunghi, e la cura di finiture a materiali che prevede ampio impiego di pelle per sedili, volante, pomello del cambio, pannelli laterali, porta oggetti centrale e rivestimento del cruscotto.
Lo studio aerodinamico fu molto approfondito con il risultato che l’auto presentava un coefficiente di resistenza aerodinamica di 0,36 cx a tetto chiuso e di 0,43 cx a tetto aperto. Sempre per ottenere leggerezza, alte prestazioni e innovazione molte parti della vettura sono state realizzate in materiali plastici (il cofano,ed altre parti della carrozzeria, erano prodotte in vetroresina) particolari e sono stati progettati per essere sostituiti con molta celerità. Infine, oltre al particolare meccanismo di ritrazione delle portiere, la BMW Z1 è stata una delle prime automobili ad aver utilizzato tecnologie e innovazioni come i fari lenticolari e i roll-bar
integrati con il design della vettura.
Ma la grande particolarità di questa automobile è la futuristica ritrazione degli sportelli laterali verso il basso, i quali, tramite motori elettrici, scendono verticalmente scomparendo nella carrozzeria. L’operazione è ulteriormente perfezionata con la
ritrazione automatica dei cristalli all’interno delle portiere stesse.
Il fascino della biposto bavarese è sopratutto costituito dalla monoscocca galvanizzata che, di fatto, costituisce l’ossatura dell’auto e assicura una rigidità torsionale eccellente.
Altra peculiarità è il pianale realizzato in fibra composita che garantisce leggerezza (appena 15 kg), alta capacità di carico e resistenza agli urti, oltre l’immunità dalla corrosione. Una soluzione che, insieme ai grandi longheroni laterali e ai tubi
trasversali, permette di incrementare ulteriormente la resistenza alla torsione e di garantire un’elevata protezione degli occupanti in caso di incidente o di ribaltamento, per i quali sono previsti i
roll-bar integrati.
La vettura qui presentata è di colore verde (urgrün-metallic) con interni in pelle crema, delle 8.000 prodotte solo 967 unità furono ordinare in questo accostamento, l’automobile ha una percorrenza di soli 47.000 km e si presenta perfettamente originale in splendido stato di conservazione.
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