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È in preparazione un’asta prestigiosa dedicata a una selezione di importanti dipinti dell’Ottocento, Novecento e Contemporanei, italiani e internazionali, oltre ad una sezione di pregevoli sculture.

Dell’Ottocento segnaliamo “Le musicanti e la ballerina" di Guglielmo Zocchi, alla cui dimensione lieve e distesa si contrappone un bellissimo dipinto di Vittorio Cavalleri. In questo dipinto l’intensità cromatica delle tonalità rosse del cielo diventa espressione di una profonda tensione emotiva.

Per quel che concerne il figurativo di primo Novecento, verrà esitato uno splendido quadro di montagna di Cesare Maggi, dalle grandi dimensioni (100x70), "Cortina d'Ampezzo e la Tofana". Inoltre un olio di Renato Guttuso, raffigurante “Dalie” (1939), autenticato da Fabio Carapezza Guttuso nel 1995 e riprodotto sul Catalogo Ragionato Generale curato da Enrico Crispolti.

Il Secondo Novecento è ben rappresentato da "Colle scuro" del 1987 di Mario Schifano, smalto e acrilico su tela e su cornice, inserito nell'Archivio Generale delle opere di Mario Schifano e "Dal colle di Redipuglia" del 1967 di Giuseppe Zigaina.

Segnaliamo ancora una prestigiosa opera del 1969 di Roberto Antonio Sebastián Matta Echaurren, artista che sta riscuotendo un notevole successo nelle aste. Il dipinto è accompagnato dall’autentica dell'Archivio del Maestro, rilasciata nel 1992.

Il quadro di Matta, l'ultimo dei grandi Surrealisti, viene proposto in vendita esattamente un secolo dopo l’apertura a Parigi della Galerie Surréaliste, dove furono allestite le prime mostre (a partire da quella di Man Ray il 26 Marzo 1926) del Movimento nato nel 1924 col famoso Manifesto Surrealista.

Inoltre il dipinto, realizzato nel 1969, appare sospeso tra inconscio e realtà, capace di evocare un universo complesso. Da un lato infatti riflette le tensioni sociali di quegli anni, dall'altro dà prova del linguaggio visionario e originale del pittore, in linea con il coevo sviluppo del filone del fantascientifico.

Fa da corona a tutti questi dipinti un’opera di Mimmo Rotella, simbolo della manipolazione dei manifesti che l’artista prelevava dalla strada.

L’attenzione dell’artista tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio degli anni Sessanta è tutta indirizzata sugli effetti di colore scaturiti dai pezzi di carta incollati - nel caso dei décollage - o sulla materia lasciata dai muri e dalle intemperie – nel caso dei retro d’affiche.

Gli esperti della Sant’Agostino sono a disposizione per valutare i dipinti e le sculture per la prossima asta: sarà necessario inviare delle fotografie all’indirizzo email info@santagostinoaste.it o al numero di WhatsApp +39 011 4377770.





VITTORIO CAVALLERI
Torino 1860 - 1938

"Alba"
120x165, olio su tela
Opera firmata in basso a destra
Piccoli difetti

ROBERTO ANTONIO SEBASTIAN MATTA ECHAURREN
Santiago del Cile (Cile) 1911-2002 Civitavecchia (Italia)

"Senza titolo" 1969
103x82, olio su tela
Opera firmata in basso a sinistra e iscritta al retro e sul telaio
Autentica dell'Archivio dell'Opera di Matta (responsabile Germana Ferrari) rilasciata l'8 settembre 1992, con n. 69/119 e recante data 1969
Provenienza: Galleria Carini, Milano; Collezione Vimercati, Monza
Timbro al retro non decifrato
Già Galleria Accademia, Torino (timbro al retro e etichetta al retro sul telaio che reca data 1961 e n. 8014)
Bibl.:-"Italia Arte", Febbraio 2011

Roberto Antonio Sebástian Matta Echaurren nasce a Santiago del Cile e, dopo gli studi in architettura, si trasferisce a Parigi, dove aderisce al Surrealismo e lavora con Le Corbusier. Dopo una serie di trasferimenti in Europa e negli Stati Uniti, dagli anni Sessanta si stabilisce definitivamente in Italia, a Tarquinia.
Il quadro di Matta, l'ultimo dei grandi Surrealisti, viene proposto in vendita esattamente un secolo dopo l’apertura a Parigi della Galerie Surréaliste, dove furono allestite le prime mostre (a partire da quella di Man Ray il 26 Marzo 1926) del Movimento nato nel 1924 col famoso Manifesto Surrealista. Pur legato a questo contesto, Matta si distingue dai principali artisti surrealisti: tralascia l'elemento figurativo, in favore della sua immaginazione, la quale dialoga in relazione agli eventi esterni.
La composizione del quadro presenta un ambiente che richiama al tempo stesso un "fondale marino e un inferno cosmico"(cit. Gavin Parkinson).
Le figure sono delineate da contorni netti di color nero, una scelta formale in linea con la formazione di Matta in architettura e che dimostra con una precisione tecnica nel disegno.
Sono figure difficilmente identificabili, che si articolano in "forme costolute e tentacolari" e che evocano sia gli organismi viventi che i macchinari industriali. Come osservato da Italo Calvino, si tratta di presenze “tra il preistorico, il totemico e il fantascientifico che si agitano come mosse dal suono d’un sassofono sotterraneo”.
Nel biennio 1967-1968 Matta realizza quadri impegnati, come "Les Juges partent en guerre" o "La Chasse aux adolescents", sulla rivoluzione del maggio francese. L'opera proposta realizzata nel 1969 appare invece un'opera sospesa tra inconscio e realtà, capace di evocare un universo complesso che da un lato riflette le tensioni dell'epoca, dall'altro dà prova del linguaggio visionario e originale del pittore, in linea con il coevo sviluppo del filone del fantascientifico.




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