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La Sant’Agostino Casa d’Aste è lieta di esitare un’importantissima asta di dipinti e sculture dall’Antico al Contemporaneo, con una selezione di grandi opere degli artisti che hanno fatto la storia dell’arte italiana e internazionale.

Inizieremo con una bellissima tempera di Carlo Bossoli, che dipinge con delicatezza, dovizia di particolari e minuzia topografica "Mosca. La Piazza Rossa" (1857). L’artista realizza il dipinto durante uno dei suoi ultimi grandi viaggi nei paesi nordici e in Europa centrale. La scena di vita quotidiana nella piazza è stata definita da Ada Peyrot “una scena poetica”: è ambientata infatti in un pomeriggio luminoso, in cui colori dei mosaici e dell’oro brillano raccontando una realtà storica ai confini con la rappresentazione di un mondo fantastico e lontano.

Proseguiremo con due capisaldi della storia dell’arte internazionale: "Natura morta con mandolino e spartito" di George Braque e "La dame à la guitare" del 29/3/1939 di Henri Matisse.


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83   TANCREDI (Parmeggiani)
Feltre (BL) 1927 - 1964 Roma

"Il mostro che lecca la statua" (1959-1960)
150x112, tempera su carta intelata
Opera firmata in basso a destra e intitolata in basso verso il centro
Già Galleria Schwarz, Milano (etichetta al retro sul telaio che reca data dell'opera "1959" e cat. n. 2924)
Già Galleria Franz Paludetto/LP220, Torino (etichetta al retro sul telaio che reca cat. n. 2924)
-1990, Belluno, Museo Civico Palazzo Crepadona, cat. n. 40, p.78 (etichetta al retro sul telaio)
Bibl.:-M. Dalai Emiliani, "Tancredi. I dipinti e gli scritti", vol. 2, Allemandi, Torino, 1998, ripr. n. 968, p. n. n. (reca data dell'opera "1960" e riferimenti dell'esposizione a Belluno)
In "Il mostro che lecca la statua", Tancredi Parmiggiani — nel pieno della sua stagione più intensa e visionaria — realizza un quadro in cui il segno e il colore definiscono un universo autonomo, vibrante e imprevedibile.
La figura centrale, il “mostro” dal volto quasi infantile, emerge tra velature blu e arancio, colature e lampi di luce, oscillando tra ironia e inquietudine. Intorno, il gesto pittorico si libera in linee nervose e movimenti
dinamici che, pur apparentemente casuali, costruiscono una composizione equilibrata e percettivamente intensa. La superficie non si limita a rappresentare: traduce, attraverso il ritmo dei segni e le modulazioni cromatiche, la tensione interiore dell’artista, sospesa tra impulso narrativo e astrazione lirica.
L’uso della tempera su carta intelata accentua la qualità vibrante del colore e la fluidità dei gesti: le stesure stratificate, le colature e i velamenti producono effetti di profondità instabile, conferendo alla pittura una vitalità quasi autonoma. La materia cromatica diventa protagonista, animando la scena e coinvolgendo lo spettatore in un’esperienza percettiva in cui ogni dettaglio — dai contrasti di colore ai segni più sottili —contribuisce a un ritmo visivo complesso e affascinante.
Tancredi (Feltre, 1927 – Roma, 1964), tra le figure più originali del dopoguerra italiano, fu allievo di Arturo
Martini e, per un periodo, vicino all’ambiente di Peggy Guggenheim. Presto elaborò un linguaggio
personale, caratterizzato da segni fluttuanti, atmosfere sospese e improvvise accensioni cromatiche. In questo quadro del 1959-60, realizzato poco prima della crisi personale che avrebbe segnato la sua vita, emerge il conflitto tra forma e dissoluzione, realtà e visione: un equilibrio instabile che resta cifra costante della sua poetica. L’opera testimonia la capacità di Tancredi di trasformare la superficie pittorica in uno spazio emotivo e contemplativo, dove colore, segno e gesto dialogano con la sensibilità dello spettatore,
rendendo la pittura esperienza viva e immediata.

Venduto a € 84.000 + d.a.






37   AMEDEO MODIGLIANI
Livorno 1884-1920 Parigi

"Portrait d'homme" (1916)
40,5x25,5 disegno a matita su carta
Opera firmata in alto a sinistra
Autentica di Jeanne Modigliani (rilasciata il 7/11/1975 ) e di J. Lanthemann (rilasciata il 7/05/1978) su fotografie
Timbro Caja de pensiones Obra Social, Junio 83, Madrid; etichetta e timbri Galleria Pirra, Torino (al retro su supporto)

Provenienza:
Collezione privata, Parigi
Collezione Giulia Baldin, Torino
Collezione privata, Torino

Esp.:
-"Modigliani 1884-1920", Centre Cultural de la Caja de Pensiones, Barcellona aprile-maggio 1983, Madrid giugno 1983
-"Modigliani 1884-1984". Galleria Pirra, Torino marzo-aprile 1984
-"Amedeo Modigliani: Disegni", Museo Principe Diego Aragona Pignatelli Cortes, Napoli 30 maggio-1 luglio 1984

Bibl.:-J. Lanthermann, "Modigliani catalogue raisonnè 1884-1820" del 1970 (supplemento), Grafiche Condal, Barcellona, 1970. p. 295
-J. Lanthemann, J. Modigliani, C. Parisot et. al., "Modigliani 1884-1920", Barcellona 1983, p. 139 (1916, mina di piombo)
-AA.VV., "Amedeo Modigliani. Centenario della nascita 1884-1920", Torino 1984, p. 77, n. 31 (1916, mina di piombo)
-AA.VV., "Amedeo Modigliani: Disegni", Napoli 1984, p. 99, n. 41 (1916, mina di piombo)
-O. Patani, "Amedeo Modigliani: Catalogo Generale. Disegni 1906-1920 con i disegni provenienti dalla collezione Paul Alexandre (1906-1914)", Milano 1994, p. 149, n. 223 (che reca data "1916")

Pieghe della carta e restauri sulla parte inferiore

L’opera in questione è un disegno di Amedeo Modigliani databile al 1916, eseguito a matita su carta, e firmato in alto a sinistra con una grande M.
Il disegno rappresenta un volto maschile stilizzato, non riconoscibile nella sua identità. Sappiamo che a tali date il pittore usava spesso il disegno come ‘’moneta di scambio’’.
L’opera è riconducibile al periodo parigino del pittore. Questo periodo fu contrassegnato dalla frequentazione di artisti che influenzarono anche il suo stile, quali Utrillo, Picasso, Brancusi e molti altri, ma Modigliani rimase sempre fedele alla sua personale maniera.
Lo stile che vediamo corrisponde esattamente alle forme che contraddistinguono la sua arte, la cui linea veniva già definita da Lionello Venturi ‘’svelta e ondeggiante’’. La linea occupa quasi per intero il foglio, e tende a ‘’smarginare’’ la figura, arrivando quasi alla ‘’deformazione’’. Nella sua continuità discontinua la figura risulta sempre allungata e i profili sono scorciati, come in questo caso.



Venduto a € 15.500 + d.a.

77   JAN LEBENSTEIN
Brest (Bielorussia) 1930 - 1999 Cracovia (Polonia)

"L'Adoration" 1969
50x60, tecnica mista su carta
Opera firmata e datata in basso a destra e al retro con titolo
Esp.:-14 aprile-4 maggio 1971, Torino, Galleria Il Fauno,"Jan Lebenstein"
Bibl..-"Jan Lebenstein", catalogo della mostra, Galleria Il Fauno, Torino, 14 aprile-4 maggio 1971, cit. n. 11

Venduto a € 5.500 + d.a.

39   MAN RAY
Philadelphia (USA) 1890 - 1976 Parigi (Francia)

"Coat Stand" 1920-1975
58x35.5 fotografia es. 5/23
Opera firmata e numerata al retro
Edizione in 23 esemplari eseguita nel 1975

Venduto a € 4.200 + d.a.

71   FRANCESCO TABUSSO
Sesto San Giovanni (MI) 1930 - 2012 Torino

"Baccanti" 2006 circa
80x90, olio su tela
Opera firmata verso il basso a destra
Parere favorevole dell'Archivio Tabusso

Venduto a € 3.000 + d.a.

50   MARIO TOZZI
Fossombrone (PS) 1895 - 1979 Saint-Jean-du-Gard (Francia)

"Nel giardinetto" 1918
39x59,5, olio su tela applicata su masonite
Opera firmata in alto e in basso a destra
Opera registrata presso Archivio Mario Tozzi - Foiano n. 1173 (certificazione protocollo 139/25 in data 12.11.2025)
Bibl.:-Catalogo Ragionato Generale dei dipinti di Mario Tozzi, Mondadori, Milano, 1988, vol. 1, n. 18/4, p. 65
Quest'opera appartiene alla fase giovanile di Tozzi, ancora influenzata dal postimpressionismo e dal naturalismo simbolista. La scena domestica, una donna, presumibilmente la madre, accanto a
una staccionata, immersa nella luce dorata di un giardino, rivela
un'atmosfera di quiete e introspezione.
La costruzione solida e il ritmo delle linee verticali anticipano la ricerca di equilibrio formale che caratterizzerà la produzione matura dell'artista. La luce, filtrata da una tavolozza calda e vibrante,
traduce un sentimento di silenziosa meditazione, segnando il passaggio da un linguaggio impressionista verso una visione pіù
ordinata e spirituale.

Venduto a € 2.600 + d.a.

13   MARCO CALDERINI
Torino 1850 - 1941

"I monti di Lavebo in marzo"
68x96, olio su tela applicata su cartone
Opera firmata in basso a sinistra
Già Galleria d'Arte Fogliato, Torino (etichetta al retro)
Esp.:-1892, Torino, Promotrice delle Belle Arti
-1893, Pallanza (Verbania)
-1984,Milano, Triennale,
-1895, Roma
- Dicembre 1947 - Gennaio 1948, Torino, Gazzetta del Popolo (etichetta al retro), "Mostra commemorativa di Marco Calderini"
Etichetta al retro iscritta "La punta di Pallanza veduta dal Monte Rosso (Lago Maggiore)" e "propr. frat. Calderini"

Venduto a € 2.300 + d.a.


Esposizione da giovedì 20 a martedì 25 novembre
Orario continuato 10.00 - 18.00
Sabato e Domenica aperto

Telefono: (+39) 011.437.77.70
E-mail: valutazioni@santagostinoaste.it
WhatsApp: (+39) 011.437.77.70





Asta 272 - Dipinti
Torino, mercoledì 26 novembre 2025


Tornata unica

Ore 16:00 dal lotto 1 al lotto 105
Esposizione da giovedì 20 a martedì 25 novembre
Orario continuato 10.00 - 18.00
Sabato e Domenica aperto

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